Vita da single

“Mi sono sposato presto, non giovanissimo ma diciamo in età giusta per un matrimonio; alla fine era quello che veramente volevo: crearmi una famiglia, avere una donna a cui dare il mio amore, magari, anzi certamente, dei figli. Lo so, a guardarmi non si direbbe, non ho certo l’aspetto e i modi di chi indugia al romanticismo. Nemmeno a vent’anni. Ma quello che si mostra non è sempre quello che si è. Ero un ragazzone timido, magro, con una gran chioma di capelli ricci e tendenti al biondo e due occhi color del carbone vagamente inclinati agli angoli verso il basso, quasi a simulare uno sguardo rattristato, che piacevano tanto alle ragazze. Forse era proprio il contrasto inusuale tra quelli occhi scuri e il colore chiaro dei capelli che piaceva, o forse gli occhi piangenti, o forse il naso da dio greco, o forse i miei modi silenti, che in realtà celavano la timidezza impacciata che cercavo di mascherare con un’apparente spigliatezza. O forse i miei modi gentili, di chi cercava di piacere a tutti.

Comunque non avevo difficoltà a trovare una ragazza e, alla fine, mi sono sposato. Ci amavamo, come si possono amare due ragazzi e speravamo in tutto quello che il futuro ci poteva offrire. Ce la siamo un po’ goduta all’inizio, abbiamo pensato che eravamo giovani e c’era tempo per i figli, gli impegni e le preoccupazioni; ce la passavamo abbastanza bene e non ci facevamo mancare nulla.

Poi non so cosa è successo, qualcosa si è incrinato, non funzionava più come prima. A questo punto abbiamo pensato di fare un figlio, ma non è arrivato e dopo poco ci siamo rassegnati. Ma ci rendevamo conto che non andava più come prima, era tutto più spento, forse la routine quotidiana, forse alla fine avevamo scoperto che la vita di coppia è diversa da come avevamo pensato.

Comunque è finita, senza tragedie, da persone civili, ognuno per la sua strada e arrivederci. Qualche rimpianto per i sogni rimasti nel cassetto, per il fallimento di un progetto nel quale si era creduto, ma la vita è così.

E così mi sono ritrovato single e ho pensato di ricominciare. Lei, per quanto ne so, si è trovata un altro abbastanza presto (e qualche sospetto che l’altro fosse già pronto ce l’ho sempre avuto). Comunque ho cominciato a guardarmi intorno

Sulle prime sembrava piacevole. Trovare una donna disponibile a svagarsi non era un problema e io non avevo voglia di nient’altro che spassarmela un po’, senza troppi pensieri per la testa. All’inizio ti senti strafigo, le donne non mancano e non ci sono menate, sembra il paradiso terrestre. Ma alla lunga la girandola delle storie senza né capo né coda o delle liaison clandestine, con donne che hanno solo voglia di sfuggire alla noia del loro matrimonio, comincia a starti stretta. Ho scoperto che ritrovarsi single dopo una certa età, dopo un’unione che è durata qualcosa di più di un giorno, è un po’ come risvegliarsi da un’ibernazione, scopri che il mondo intorno a te è cambiato. Non è che dopo gli anta si sia vecchi, ma la maggior parte dei giochi di coppia sono già fatti. Molte persone (quelle “migliori” forse?) sono già impegnate; quelle rimaste sono quelle problematiche o quelle che non sono mai state capaci di condividere. Magari a un certo punto hai voglia di trovare un porto sicuro e di ricostruirti una famiglia, magari, a un certo punto, avresti voglia di qualcosa in più, ma ti accorgi che non è così facile, l’occasione non è ad ogni angolo della strada.

Qualche volta, veramente, mi è capitato di aver pensato che avevo incontrato la persona giusta, ma, non so perché, alla fine non funzionava mai. Forse ero veramente cambiato anche io, forse non ero più capace di esprimere le emozioni che provavo in modo autentico, (sarà per pudore o per timidezza ma non amo farmi avanti con i sentimenti, quelli veri e profondi) forse ero troppo sul chi vive o mi ero adattato al ruolo di tombeur de femmes. Quel personaggio mi piaceva, in fondo, e avevo finito per crederci anch’io.

Ma devo dire la verità? A volte la sera, quando scruto le luci accese nella casa di fronte, o sento il vociare dei bambini nel cortile, mi sembra che mi manchi qualcosa e,  in fondo,  mi sento un po’ solo, ma solo un po’.”

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3 thoughts on “Vita da single

  1. mah..io ritengo che non tutti siano nati per la vita di coppia: magari non te ne rendi conto ora, e ti senti solo ma chissà, forse domani ti piacerai così…quello che non ti auguro è di accontetarti tanto per non restare solo, sarebbe una tragedia. Almeno è il mio pensiero, poi…

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