Il viaggio

treno1

Dopo qualche scossone e molte soste il treno sembra essere arrivato a destinazione. Fuori il paesaggio è immerso nella nebbia; solo a tratti, guardando dal finestrino, ho intravisto di tanto in tanto qualche squarcio – prati e colline – illuminato da un debole sole, per poi tornare immediatamente ad essere sommersa dal nulla ovattato senza spazio.

Mi accorgo che qualcosa è cambiato da un lieve trambusto che avverto in lontananza, vociare e rumore di oggetti, bagagli?, spostati e appoggiati pesantemente a terra.

Lo scomparto sembra vuoto ora, anche se ricordo di aver visto una figura discreta passare di tanto in tanto tra i sedili, forse un inserviente che si assicurava che tutto filasse a dovere o magari solo un passeggero premuroso che voleva prendersi cura dei compagni di viaggio.

Mi giungono chiacchiere e brani di discorsi apparentemente senza senso e una risatina di donna soffocata, accompagnata da alcune parole bisbigliate di un uomo, anch’esse incomprensibili.

Da una folata d’aria che arriva dal corridoio capisco che è venuto il momento di alzarmi, mi guardo attorno per raccogliere le mie cose ma realizzo di non avere quasi nulla con me, solo un cappello e una vecchia borsa da viaggio con pochi oggetti personali. Non ho soldi o carte di credito, ma penso che non mi serviranno.

Nell’affacciarmi alla porta del treno vengo investita dall’aria umida: intravedo rotaie perdersi nel nulla e non riconosco il paesaggio attorno a me, non so dove sono e i pochi passeggeri si sono già dileguati. Ma so che devo scendere.

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6 thoughts on “Il viaggio

  1. mi piace questo brano aperto che si presta a letture diverse: potrebbe simboleggiare il giungere alla morte, come invece rappresentare l’approdo a una diversa dimensione vitale, onirica, dove occorre spogliarsi delle esperienze precedenti (il denaro, il generico bagaglio) per essere aperti ad altre nuove, diverse.
    mi ha subito richiamato alla mente “la città disabitata” di Calvino, un breve pezzo teatrale a cui questo tuo potrebbe fare degnamente da introduzione, tanto è simile l’atmosfera sospesa.
    ml

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    1. Grazie e benvenuto! La tua interpretazione mi sembra molto pertinente. E’ una specie di sogno ad occhi aperti. Un viaggio che finisce in qualche luogo di cui non si conosce nulla ma dove bisogna scendere. Potrebbe essere la fine, come hai suggerito, o forse l’inizio di una nuova fase depurata del passato.

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