Vita da single

“Mi sono sposato presto, non giovanissimo ma diciamo in età giusta per un matrimonio; alla fine era quello che veramente volevo: crearmi una famiglia, avere una donna a cui dare il mio amore, magari, anzi certamente, dei figli. Lo so, a guardarmi non si direbbe, non ho certo l’aspetto e i modi di chi indugia al romanticismo. Nemmeno a vent’anni. Ma quello che si mostra non è sempre quello che si è. Ero un ragazzone timido, magro, con una gran chioma di capelli ricci e tendenti al biondo e due occhi color del carbone vagamente inclinati agli angoli verso il basso, quasi a simulare uno sguardo rattristato, che piacevano tanto alle ragazze. Forse era proprio il contrasto inusuale tra quelli occhi scuri e il colore chiaro dei capelli che piaceva, o forse gli occhi piangenti, o forse il naso da dio greco, o forse i miei modi silenti, che in realtà celavano la timidezza impacciata che cercavo di mascherare con un’apparente spigliatezza. O forse i miei modi gentili, di chi cercava di piacere a tutti. Continua a leggere

Chiarezza

Nello scompartimento di un treno.

“Si, è una grande azienda, anche mia moglie ha lavorato lì fino a qualche anno fa”

“Sposato quindi”

“Si, ma separato… separato in casa”

“Ah… e sua moglie lo sa?”

“Si, credo di si, … almeno penso lo abbia capito”

Occasioni mancate

Ti celi dietro un cinismo che ancora non comprendo se sia l’espressione di un animo arido incapace di entrare profondamente in contatto con gli altri o nasconda invece l’insicurezza e la paura di affrontare la vita e le emozioni a viso aperto e rischiare di conseguenza.

Sembra che tu veda sempre il bicchiere mezzo vuoto e abbia la necessità di sottolineare gli aspetti negativi piuttosto che parlare di quelli positivi, per pochi che siano. Quello che il tuo animo vorrebbe, le cose che desidereresti, ciò che ti fa piacere, quello che senti, bisogna intuirlo, immaginarlo a negativo rispetto a quello che esprimi.

E così avevi l’opportunità di dire qualche cosa di carino e anche questa volta l’hai persa. Peccato.