Dilemma

STRADA1

Mi sono sempre detta che siamo noi, con il nostro comportamento, a determinare la piega che gli eventi prendono. Cioè le cose posso cambiare, e siamo proprio noi che le facciamo andare da una parte piuttosto che dall’altra.

Ma a volte mi viene anche da pensare che ci sono situazioni che, per quanto ci dimeniamo, non vanno da nessuna parte. E allora bisogna solo decidere che fare: restare o andare.

Tre motti

CB2+2T150

Può sembrare sciocco ma mi ritrovo in questi luoghi comuni:

2 + 2 = 4

tutto è bene quel che finisce bene

non tutto è come sembra

Sarà banale, ma queste perle di saggezza popolare, secondo me, hanno un loro perché.

 

Genitori surrogati

bimbo cicogna

Premetto che non ho le idee chiare e una posizione ben definita. Se sia un bene in nome della battaglia per i diritti civili o un male per il mercimonio che ne scaturisce; se sia l’ennesima umiliazione della donna ridotta al rango di fattrice a pagamento mentre il bambino diventa oggetto di scambio in un mercato di nicchia. Se sia un ulteriore traguardo nell’inarrestabile progresso della società o piuttosto l’ultima frontiera della turpitudine umana. Sta di fatto che tutto questo gran vociare che si fa sulla paternità surrogata di Vendola e del suo compagno mi fa venire in mente che più la società si evolve più si complicano le relazioni interpersonali e i rapporti sociali, pretendendo ormai anche lo Stato di intervenire in vicende che dovrebbero rimanere private con il pretesto di tutelare i valori della convivenza civile organizzata o di prendersi cura di soggetti più deboli.
Che la maternità o la paternità surrogata si sia sempre praticata fin dai tempi più antichi è cosa nota: uno dei primi casi che si conosce è quello del buon Giuseppe, che proprio grazie a un provvido intervento giunto dall’alto, divenne padre di un figlio che non aveva concepito. Anche il Patriarca Abramo, in fondo, si può elencare nel novero dei casi: pare che Lot non avendogli partorito una discendenza gli abbia dato in sposa la propria giovane serva, affinché compisse ciò che lei non aveva potuto. Sappiamo oggi che la sterilità di una coppia è più spesso imputabile al maschio che non alla femmina sicché sarebbe anche lecito ipotizzare che Isacco fosse in realtà il frutto dell’unione della giovane serva con qualche coetaneo, piuttosto che della fertilità tardivamente ritrovata dei due anziani coniugi che si sarebbero invece limitati ad adottarlo. Non è forse vero che l’autore dei Promessi Sposi era figlio di Giovanni Verri e non del legittimo marito della propria madre? E fatti di cronaca più recenti non hanno forse svelato a un uomo che credevasi padre di aver invece cresciuto il figlio generato da una gravidanza dovuta ad una relazione extraconiugale tenuta occulta per oltre quarant’anni?
Certo che l’idea del commercio di  vite umane può scuotere le nostre coscienze, ma questo non è nemmeno uno dei casi peggiori che ci è dato osservare e non è poi detto che le conseguenze siano così dannose per la società e per i protagonisti stessi. E’ certo invece che l’indignazione mediatica potrebbe indirizzarsi verso altri casi più meritevoli  spesso taciuti e ignorati.
Frattanto che riflettiamo sull’argomento io propongo, se già non è stato preso in considerazione, di consacrare Giuseppe Santo Patrono dei genitori adottivi e putativi e delle pratiche di fecondazione assistita.

Cambiamenti

Mi capita di pensare che anni fa ero piuttosto insicura ma, nondimeno, piena di certezze. Con il passare del tempo ho acquistato sicurezza ma, al posto delle certezze, mi sono ritrovata con molti più dubbi.

Sarà che la giovinezza è una malattia che guarisce presto?